Il Magistero di Benedetto XVI continua a vivere - Benvenuti!

"L'anno liturgico...ci invita a riflettere sulla dimensione del tempo, che esercita sempre su di noi un grande fascino. Sull’esempio di quanto amava fare Gesù, desidererei tuttavia partire da una constatazione molto concreta: tutti diciamo che 'ci manca il tempo', perché il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una 'buona notizia' da portare: Dio ci dona il suo tempo. Noi abbiamo sempre poco tempo; specialmente per il Signore non sappiamo o, talvolta, non vogliamo trovarlo. Ebbene, Dio ha tempo per noi! Questa è la prima cosa che l’inizio di un anno liturgico ci fa riscoprire con meraviglia sempre nuova. Sì: Dio ci dona il suo tempo, perché è entrato nella storia con la sua parola e le sue opere di salvezza, per aprirla all’eterno, per farla diventare storia di alleanza. In questa prospettiva, il tempo è già in se stesso un segno fondamentale dell’amore di Dio: un dono che l’uomo, come ogni altra cosa, è in grado di valorizzare o, al contrario, di sciupare; di cogliere nel suo significato, o di trascurare con ottusa superficialità. Tre poi sono i grandi 'cardini' del tempo, che scandiscono la storia della salvezza: all’inizio la creazione, al centro l’incarnazione-redenzione e al termine la 'parusia', la venuta finale che comprende anche il giudizio universale. Questi tre momenti però non sono da intendersi semplicemente in successione cronologica. Infatti, la creazione è sì all’origine di tutto, ma è anche continua e si attua lungo l’intero arco del divenire cosmico, fino alla fine dei tempi. Così pure l’incarnazione-redenzione, se è avvenuta in un determinato momento storico, il periodo del passaggio di Gesù sulla terra, tuttavia estende il suo raggio d’azione a tutto il tempo precedente e a tutto quello seguente. E a loro volta l’ultima venuta e il giudizio finale, che proprio nella Croce di Cristo hanno avuto un decisivo anticipo, esercitano il loro influsso sulla condotta degli uomini di ogni epoca".
(Angelus, 30 novembre 2008)

Ci sono più ragioni che mi hanno spinto ad aprire questo spazio web, a intraprendere questa avventura nel grande continente digitale in onore di Joseph Ratzinger. La prima è molto personale: sentire ancora più vicino il nostro Papa. Come ci ha detto e ripetuto lui nei giorni del "lungo addio", la prima, più immediata e importante vicinanza è nella preghiera, ma rileggere giorno dopo giorno brani del suo straordinario e cristallino Magistero, immensa eredità degli otto anni alla guida della barca di Pietro, ridurrà la distanza fisica, tangibile, che si è creata da quando è "salito sul monte". Una seconda motivazione è che tanti di voi, subito dopo il 28 febbraio, conclusione del Pontificato ma anche giorno in cui La Vigna del Signore ha terminato le pubblicazioni, mi hanno chiesto di non lasciare andare alla deriva il lavoro fatto in più di quattro anni, e soprattutto mi hanno fatto notare che un'eredità come quella di Benedetto non poteva essere messa da parte, non valorizzata e non trasmessa a quanti, per i più svariati motivi, non ne sono mai venuti a conoscenza. La terza e ultima motivazione, forse quella in questo momento più forte, è che attraverso questo blog vogliamo lanciare un forte messaggio al mondo ma soprattutto alla Chiesa: non ci siamo dimenticati di Joseph Ratzinger, e non lo faremo mai!
Cosa troverete in questo blog giorno dopo giorno? Molto semplice, ma allo stesso tempo profondo: il Vangelo del giorno e a commento di questo un brano tratto da un'omelia, da un discorso pre-Angelus, da una catechesi di un'Udienza generale, dal Magistero di Joseph Ratzinger nei suoi anni di ministero petrino. In questo spazio internet potrete ritagliarvi un momento di meditazione sulla Parola di Dio con le parole di Benedetto XVI, da lui quasi presi per mano.
Nei profili Facebook e Twitter continuerete a trovare articoli e commenti riguardanti il nostro Papa e la vita della Chiesa. Gli altri due blog, La Vigna del Signore La Vigna del Signore - Gli speciali, ormai chiusi, non verranno cancellati ma rimarranno a perenne memoria degli ultimi quattro anni di un Pontificato che, ne sono certo, prima o poi verrà considerato e raccontato per quello che realmente è: storico e profetico!
Vi ringrazio per l'affetto e la simpatia con cui accompagnerete e sosterrete questa nuova "avventura" insieme a Benedetto, a cui, ancora una volta, va la nostra infinita gratitudine per tutto quanto. Buona lettura, e come ci ha ripetuto il nostro Papa: andiamo avanti! 

Scenron
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